www.lecinqueisole.it - Notizie dalle Isole Tremiti
La storia delle Tremiti, raccontata nei testi del prof. Pio Fumo News dalle isole Tremiti. Come arrivare - orari traghetti, porti d'imbarco. Da non perdere - visita su San Nicola, giri dell'isola, noleggio gommoni, acqua taxi per le cale più belle. Informazioni su hotel, alberghi, camere e bed & breakfast alle isole Tremiti. Ristoranti, pizzerie, cucina tipica. Informazioni, link e numeri utili. home
Notizie - opera di Nicola Di Pardo
Regolamentazione della riserva marina delle Tremiti Archivio del foglio informativo "Notizie dall'Arcipelago". Mappa delle Isole Tremiti Previsioni meteo della settimana Musica, pittura, arte in genere, alle Isole Tremiti Galleria fotografica tremitese, inviaci le tue foto e verranno pubblicate.
   
  -Tremiti News-
 
LO SCAMBIO DI TRIPOLI
12/05/09
fonte: "Il Manifesto"

Del Boca: «L'Italia riconosce le colpe coloniali, la Libia apre il nostro sacrario. Ma la cacciata dei migranti dice che c'è più rispetto per i morti che per i vivi» Ad Angelo Del Boca, lo storico del colonialismo italiano, abbiamo rivolto alcune domande sul significato dell'inaugurazione, venerdì scorso, del cimitero italiano nella capitale libica.

In questi giorni a Tripoli è stato inaugurato il cimitero italiano. Che cosa rappresenta questa iniziativa sulla memoria molto importante inaugurata dal nostro ministero degli esteri?

Il cimitero di Tripoli era stato abbandonato in questi ultimi anni. Tutto questo tra le lagnanze delle persone che Libiaavevano lì i loro caduti e soprattutto per il fatto che si trascurava una memoria legata in parte alle guerre ma anche alla nostra presenza civile. Quindi il fatto che sia stato rimesso in ordine, per iniziativa del comune di Tripoli, ha un grande significato. Vorremmo che questo avvenisse anche in altri paesi dove abbiamo i nostri cimiteri.

E' una restituzione di memoria, soprattutto dopo che Berlusconi ha riconosciuto le malefatte dell'occupazione coloniale e fascista, gli eccidi, la ferocia della represione, i campi di concentramento dove la popolazione venne decimata. Tutto però all'ombra del Trattato che impegna la Libia a fermare la cosiddetta immigrazione «clandestina». È così?

Esattamente. Devo dire da questo punto di vista che sono stati due gli interventi significativi di Berlusconi. Uno durante la fase della firma del trattato a Bengasi, nell'agosto del 2008, ed era già abbastanza chiara l'ammissione delle colpe, la richiesta del perdono. Ma qualche giorno dopo, a Villa Madama, ha fatto un intervento estremamente più chiaro e circostanziato, parlando di 130 mila persone chiuse nei campi di concentramento, parlando dell'iprite lanciate sulle oasi, dei civili mitragliati. Terminava dicendo: «Ne abbiamo fatte di tutti i colori e noi, figli dei figli, ci sentiamo in grande imbarazzo». Sono dichiarazioni che hanno un loro peso, parole che non si possono dimenticare e che non credo verranno trascurate.

Anche alle Tremiti, che come ben sai era uno dei luoghi di deportazioni dei «ribelli», dei leader che guidavano la guerriglia contro l'Italia, degli esponenti dell'opposizione libica, è stato eretto un mausoleo per iniziativa del Comune. Ma nessuna autorità governativa o istituzionale ha reso omaggio a questa importante testimonianza. Di questo poi l'opinione pubblica italiana non è assolutamente informata. Che ne pensi?

Certo, non è proprio informata di questo fatto. Tra l'altro il fatto delle Tremiti viene citato anche Berlusconi nel suo secondo intervento, quando dice «... e poi con le migliaia di persone relegate alle Tremiti». In realtà il monumento è stato eretto dal sindaco e dagli abitanti dell'isola. Ma non va dimenticato che c'è stata anche un'iniziativa editoriale. Per merito dell'Isiao (Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente) e per rispondere alla richiesta del governo libico di parlare delle persone che erano state relegate nelle varie isole italiane, in questi ultimi anni ha pubblicato ben cinque volumi. Almeno sul versante dell'approfondimento storico l'Italia ha mantenuto le promesse.

Non credi che questo scambio di memoria, pure importante, riveli la sua strumentalità nel momento in cui avviene lo scambio vero e sostanziale, quello del trattato tra Italia e Libia sul contenimento dell'immigrazione «clandestina»? Ormai, ufficialmente a partire dal 15 maggio, ci sarà un muro nel Mediterraneo, ma già si va oltre il Trattato con i respingimenti di questi giorni dei disperati che spesso sono richiedenti asilo, denuncia l'Unhcr-Onu. Verso un paese, la Libia, che non solo non riconosce la Convenzione di Ginevra sul diritto d'asilo, ma che dovrebbe avere a cuore l'immigrazione, perché è storicamente e strutturalmente legato alla componente «migrante» interna, alle sue trasmigrazioni, al grande Sahara. E che rischia così di cambiare natura. Cosa pensi di questo scambio negativo?

Non dimentichiamo che la Libia ha 7 milioni di abitanti, 2 milioni sono, in un certo senso, dei clandestini. Che hanno cercato di contenere, molto tempo fa, anche in modo negativo con una contrapposizione tra neri africani e arabi mediterranei. Voglio dire che in realtà c'è proprio un'autentica contraddizione tra questo aspetto della memoria, questo riconoscimento da parte dell'Italia delle sue colpe coloniali e dall'altra parte della Libia che ammette che tutto sommato i morti vanno rispettati e così vanno riaperti i cimiteri di guerra. La contraddizione è che c'è rispetto per i morti ma nessun rispetto per i vivi. Gli immigrati in fuga dalla miseria e dalle guerre d'Africa ricacciati indietro con la gioia del ministro Maroni, sono persone che non solo ritenteranno questo viaggio della speranza, ma molti di loro, se rimandati nei loro paesi, rischiano la vita come perseguitati politici. Non hanno nessuna alternativa. Comprendo quindi perfettamente la critica fatta dal Vaticano che, almeno su queste cose, ha una politica molto aperta e precisa.

   
 
   
  torna alle notizie
  torna alla home
   
   
 
 
Suggerimenti
 
l'Hotel S. Domino a conduzione familiare è aperto tutto l’anno: si trova all’inizio del paese ed è immerso nel verde...
 
Cucina tipica tremitese, pesce locale pescato dal proprio peschereccio, offerte per gruppi e comitive.....
 
 

Torna alla home-page

 
Associazione le cinque isole ---- Pubblicità ---- Archivio giornale ---- contattaci
 
www.lecinqueisole.it è il sito dell'associazione culturale "Le cinque isole"
 

Tutte i disegni sono dell'artista Nicola Di Pardo

© 2007 www.lecinqueisole.it - tutti i diritti sono riservati