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DENUNCE, BIGLIETTERIE E ORMEGGI SOTTO SEQUESTRO. ISOLE TREMITI IN RIVOLTA: "NO ALLE RAPPRESAGLIE"
16/01/13
Fonte: Primonumero

Il sindaco Antonio Fentini con una lunga nota inviata a diversi enti contesta le azioni della Capitaneria di Porto che ha sequestrato lo scorso novembre per "abusivismo demaniale" le biglietterie usate durante l’estate per le escursioni turistiche sui motoscafi e l’affitto dei gommoni, e rimosso 150 gavitelli abusivi impiegati per ormeggiare le barche. Fentini parla di «interventi inadeguati e intempestivi», e di provvedimenti «solo punitivi, inutili», e sollecita un confronto costruttivo, con «un’inversione di tendenza» della Capitaneria di Porto di Termoli.

Isole Tremiti. Venti persone denunciate, nel paradiso delle Diomedee, per “abusivismo demaniale" e per l’uso senza autorizzazione di 150 gavitelli, per l’ormeggio delle barche. I numeri, resi noti dalla Capitaneria di Porto nel consueto rapporto di fine 2012, fanno rumore, tanto più nel piccolo arcipelago. E innescano la reazione del sindaco Antonio Fentini, che con una lunga nota contesta i numeri, «perché non rispecchiano fedelmente la realtà», e «l’incresciosa, allucinante vicenda, culminata lo scorso 20 novembre con il sequestro di alcuni prefabbricati, molto stranamente, non tutti».

Le strutture alle quali gli uomini della guardia costiera termolese, alla quale fanno capo le isole, hanno apposto i sigilli sono le biglietterie che vengono utilizzate in estate per prenotare tour Il sindaco Antonio Fentinituristici con i motoscafi o affittare i gommoni, «chioschi di modeste dimensioni da moltissimo tempo autorizzati dal Comune sul presupposto dell’appartenenza dell’area di sedime al demanio comunale». Il provvedimento, spiega il sindaco in base alle risultanze del verbale, è scattato «per essere allo stato l’unico immediato rimedio avverso il pericolo di alterazione o dispersione delle tracce e delle cose pertinenti al reato e la protrazione e/o l’aggravamento delle conseguenze del reato». Per il primo cittadino «niente di più assurdo e incoerente». Fentini si spinge oltre, affermando che «si ha motivo di ritenere, invece, che nella fattispecie ricorrano solo gli estremi di un abusato esercizio del potere da parte di chi ha operato». Nella corposa nota, inviata oltre che alla Capitaneria di Porto e al comando generale di Pescara anche al presidente della Regione Puglia, ai prefetti di Campobasso e Foggia all’Agenzia del Demanio e al presidente del Parco Nazionale del Gargano, fa presente che «i fabbricati sequestrati sono stati tutti posizionati a seguito di autorizzazioni comunali sul presupposto che l’area ricadesse in ambito demaniale comunale», e considera «l’azione militare inadeguata e intempestiva, per la prolungata preesistenza dei chioschetti, per così dire passata inosservata fino al 22 novembre dal personale militare che da sempre vigila sulle operazioni di imbarco che si svolgono sulla banchina di San Domino».

Fentini rimarca inoltre che non è stata ancora stabilita la linea di demarcazione tra il demanio marittimo e quello comunale, che doveva essere individuata dall’apposita conferenza di servizi, andata deserta per tre volte, in quanto era presente tra gli enti solo il Comune delle Tremiti. «E’ singolare che l’azione della Capitaneria di Porto, per modalità e tempi di esecuzione, ma anche per l’inusitata determinazione messa in campo, si sia di fatto imposta come esecuzione anticipata di una decisione mai presa – aggiunge il sindaco – (quella dell’appartenenza al demanio marittimo piuttosto che a quello comunale); decisione che per legge è affidata alla competenza primaria, plurima, di tutti i soggetti pubblici interferenti nella conferenza di servizi decisoria (convocata ancora una volta per lo scorso 17 dicembre 2012 e andata, come sempre, deserta). Risultati raggiunti: diritti dei concessionari, legittimamente acquisiti, calpestati e autoritariamente soppressi; cittadini denunciati; immagine di una comunità dedita all’illegalità di pratiche predatorie».

Il primo cittadino protesta anche per le altre denunce scattate per i 150 gavitelli abusivi, destinati all’ormeggio di barche. Anche questa, per Fentini, appare «un’azione militare solo punitiva, inutile, mirata a preservare la mera demanialità di un bene, ma che intacca profondamente il sociale», «un’autentica esecuzione militare, dai tempi sbagliati, che ha privato i tremitesi dell’unico ancoraggio possibile, quello in mare, in assenza di un approdo adeguato».
Fentini ribadisce di non avercela con la Capitaneria di Porto, ma di voler trovare un punto di incontro, prospettando come soluzione alternativa al sequestro dei gavitelli un confronto attraverso un tavolo di lavoro, «non finalizzato alla rimozione tout court delle boe illegali, mal al bisogno di dare comunque al tremitese residente la possibilità di ancoraggio e di mettersi in regola nel doveroso rispetto della demanialità del bene».
Per il sindaco «gli ingredienti per ritenere presenti condizioni da vera ‘guerra fredda’ con la Capitaneria di Porto di Termoli ci sono tutti ma questo non va sicuramente bene», e sollecita il confronto costruttivo.

La lettera si conclude con una richiesta di intervento «perché vi sia una sensibile inversione di tendenza comportamentale della Capitaneria di Porto di Termoli nei riguardi di questa comunità, o perché vi sia un avvicendamento del personale in conflitto con essa e con la sua rappresentanza istituzionale, non essendo possibile sacrificare a questa causa la scelta democratica degli elettori tremitesi».

   
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