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LE ISOLE CHE NON CI SONO: QUANDO LE TREMITI RISCHIARONO DI "SPARIRE" COME COMUNE
27/01/11
Fonte: Prima pagina Molise

Il Ministro Calderoli la stava facendo grossa quando, senza rendersene conto, aveva cancellato dall'ordinamento amministrativo il Comune diomedeo. Successivamente, grazie alla levata di scudi dell'opinione pubblica e della Politica, tutto ritornò come prima, buchi di bilancio compresi. Insomma l'ente non ha soldi e non riesce ad ottenerne. Perciò vorrebbe mettere all'asta Pianosa, una delle sue cinque isole.

L'arcipelago delle Diomedee, Le Isole Tremiti in Campaniache è pugliese dal punto di vista amministrativo, geograficamente è stato sempre ritenuto più molisano che foggiano. Ciò pure alla luce dei rapporti che legano i Termolesi alle isole vicine, collegate con la costa in tempi più brevi che con Manfredonia.

Ed ecco perché qualunque cosa possa essere accaduta in quello specchio di mare viene "sentita" come un fatto che riguardi da presso la ventesima regione. Ciò posto, non riuscirà inopportuno redigere un po' di storia minima per riferire di curiose questioni registratesi di recente.

Cosa mai potrebbe accadere se, da un giorno all'altro, i cittadini di una comunità avessero a leggere - sulla "Gazzetta ufficiale" - che il loro Comune non esiste più per decreto? E' ciò che, grosso modo un anno fa (nel silenzio pressoché totale della Stampa locale), è accaduto ai quattrocento abitanti delle Isole Tremiti che rischiarono di "sparire", sotto il profilo dell'autonomia amministrativa, a causa di uno svarione partorito dal legislatore nazionale.

Come si ricorderà, il Ministro Calderoli stava provvedendo ad eliminare dall'ordinamento migliaia di leggi inutili oppure obsolete. Non si trattava di un lavoro da poco, ragion per cui sarebbe stato facile incorrere in qualche errore di valutazione. Ebbene, nell'ambito del decreto delegato di cancellazione, il suo staff aveva fatto "sparire" inopinatamente proprio il Comune isolano.

Per fortuna il primo cittadino Giuseppe Calabrese s'accorse subito della novità,afferrò la tastiera del personal computer e ne scrisse al premier Berlusconi, sollecitando nel contempo gli amministratori regionali e provinciali pugliesi ad attivarsi a loro volta perché si ponesse rimedio all'errore.

Messo al corrente, il "governatore" Vendola indirizzò anch'egli un messaggio al Presidente del Consiglio; e, di seguito, si allertò pure il Consiglio provinciale di Foggia dai cui scranni partì un ordine del giorno Pianosa in venditaper impegnare l'Esecutivo dell'ente a mettere in campo ogni azione utile a salvaguardare l'esistenza amministrativa dell'arcipelago che, tra l'altro, costituisce una delle Amministrazioni comunali più antiche della Capitanata.

Assieme ai politici, si mosse l'opinione pubblica che, utilizzando Facebook, diede vita al Gruppo "Salviamo le Isole Tremiti" che, in pochi giorni, superò il migliaio di iscritti, a palpabile dimostrazione che il destino delle Diomedee stava a cuore ad un gran numero di persone.

Grazie a questa force de frappe l'ente locale poté essere salvato dalla cancellazione con un maxi-emendamento che ebbe a preservarne l'esistenza.

Ma per il gruppo di isole, i guai non finiscono qui perché - a causa delle ristrettezze del bilancio locale - oggi si ritorna a parlare della vendita dell'isola di Pianosa, partendo da una base di 10 milioni di euro. L'isola è disabitata ed è inibita alla pesca ed alla navigazione perché si fregia del titolo di riserva naturale marina dal 1989. Nel suo punto massimo, è alta 15 metri sul livello del mare, è lunga 700 ed è larga 250. La costa misura 1.300 metri e la superficie è di 11 ettari.

Il problema maggiore è quello per cui, durante la Seconda guerra mondiale, gli aerei che sorvolavano la zona usavano il fondale marino per scaricarvi le bombe inesplose che tuttora giacciono in profondità. Il primo cittadino si è rivolto a tutti per ricevere aiuti economici per effettuare una bonifica; ma ora è seccato per le tante promesse disattese e si duole perché quel suolo non potrà mai essere messo in sicurezza. Insomma quell'isola gli dà solo fastidi; ragion per cui se ne libererebbe volentieri.

In proposito, pare che lo stesso Presidente GHEDDAFI sarebbe interessato all'acquisto, essendo la sua Nazione rimasta legata alle Diomedee che - in altri tempi - hanno ospitato detenuti libici.

Naturalmente, l'iniziativa del Comune isolano ha dato vita ad un fiorire di reazioni. Per Vendola si tratterebbe di una provocazione, dal momento che il Sindaco non è il proprietario dell'isola. "Pianosa è una riserva marina demaniale che viene gestita dal Parco nazionale del Gargano ed a cui addirittura non è possibile manco avvicinarvisi senza di avere ottenuto un permesso dalle Autorità".

Per di più sarebbe falsa la circostanza secondo cui il Sindaco avrebbe chiesto finanziamenti senza mai ottenerne. "Per le Tremiti - dice il Presidente pugliese - spendiamo già tanto per lo smaltimento dei rifiuti e per i trasporti, producendo un notevole sforzo in termini finanziari". Pertanto conclude che "i finanziamenti si chiedono partecipando ai bandi e predisponendo progetti specifici".

Per un altro figlio illustre delle Tremiti, il cantautore Lucio Dalla, habitué dell'arcipelago, vendere Pianosa sarebbe una buona idea, seppure poco praticabile:"L'annuncio del sindaco mi piace perché qualunque iniziativa possa essere utile a smuovere la situazione di abbandono e di indifferenza da parte delle istituzioni sarebbe positiva". Il cantautore bolognese ha dedicato alle Tremiti alcuni tra i suoi brani più famosi ed ha allestito in loco anche uno studio di registrazione. "Sono decenni - dice - che gli abitanti sono abbandonati a sé stessi. Io amo moltissimo questi luoghi (che frequento dagli Anni '70) e mi piange il cuore nel vederli in pieno decadimento".

   
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