www.lecinqueisole.it - I tremitesi
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Le prime colonie
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  Comincia il regno d'Italia
   
 

La colonia dei deportati borbonici, che poteva più equamente identificarsi come colonia del secondo ripopolamento delle isole tremiti voluto da Re Ferdinando II° di Borbone e ufficialmente iniziata nell'anno 1844, era alle soglie del suo primo ventennio quando il regno delle Due Sicilie era scomparso e l'Italia unita instaurava il suo nuovo Regno sotto l'egida dei Savoia. Il regno d'Italia trovava le Tremiti in condizioni politicamente inesistenti e la sua popolazione in uno stato sociale ed economico a dir poco disastroso.

Era pertanto logico e non illusorio aspettarsi che il nuovo Governo della Nazione non continuasse a tenere le Tremiti fuori da qualsiasi ordinamento civile in un Re d'Italia Umberto Iterritorio che non figurava in catasto, non costituiva Comune autonomo nè risultava aggregato ad altro comune come frazione sebbene, oltre ai domiciliati coatti, vi risiedesse una popolazione colonica da considerarsi ormai libera, che era cosciente e consapevole di doversi adeguare, come tutti gli altri cittadini del regno, alle discipline di civile convivenza, pagare le tasse, rispondere agli obblighi della leva militare e godere del diritto dell'elettorato politico ed amministrativo.

D'altra parte il senso del ripopolamento voluto dai borboni, a giudicare dal fatto che ai coloni fossero stati assegnati i terreni e le case, non era da interpretarsi come improntato a condizionamenti punitivi ma era da ritenersi più verosimilmente tendente a fini di moralizzazione di una classe di poveri diseredati abbruttiti dal bisogno e per questo meritevoli di essere aiutati ed avviati a migliori condizioni di vita. Infatti, il Governo Nazionale dimostrò subito di essere presente e sensibile alla risoluzione dei problemi più urgenti, dando priorità alla soppressione di quell'istituto di triste qualificazione che era l'Ufficio d'Ispezione Generale delle Prigioni, dei Presidi, della relegazione e Colonia di Tremiti in Napoli, con l'emanazione del R.Decreto 26 Gennaio 1862, n°443. A distanza di poco meno di 2 anni da questa emanazione, fu emanato il R.D n°1585, del 13 Dicembre 1863.

Quest'ultimo provvedimento, a carattere prettamente provvisorio in attesa di ulteriori sviluppi, avvalorandosi ancora una volta quell'antico detto secondo cui non c'è niente di più definitivo che un atto provvisorio , rimase in vigore per ben 69 anni e precisamente fino al 1932 quando, grazie ad uno scandalo amministrativo sorto nell'amministrazione della colonia dei confinalti, fu deciso finalmente di mettere fine ad uno stato di illogica promiscuità delle due amministrazioni, quella dei confinati e quella dei civili, erigendo finalmente le isole Tremiti a Comune autonomo.

Di questo daremo più ampi e dettagliati ragguagli più avanti quando andremo a decrivere le travagliate vicende che caratterizzarono la vita degli abitanti civili, ex coloni che, sebbene si sentissero legittimamente fuori da quel regime di libertà vigilata in cui li aveva tenuti il governo Borbonico, restavano sempre nell'attesa di raggiungere l'ambito traguardo di assoluta eguaglianza con gli altri cittadini del Regno. D'altra parte essi, pur essendo liberi, venivano amministrati con sistemi e metodi di polizia, arbitrariamente e dispoticamente governati da funzionari di Polizia con sistemi pressochè identici a quelli usati per i coatti.

Ogni tentativo di assunzione in affitto dei terreni da parte dei privati veniva boicottato, nonostante l'Amministrazione Centrale dello Stato avesse netta propensione a disfarsi di una Azienda in continua e progressiva onerosità. Affittare a privati significava un vantaggio per lo Stato ed una grave perdita per i dirigenti addetti all'amministrazione di essa, i quali non potevano rinunciare alla prebenda considerevole cui era legato il prestigio del quale il Direttore, unico ed incontrastato conduttore politico, economico ed amministrativo, godeva nell'ambito dell'intero Arcipelago e la cui autorità ben si poteva eguagliare a quella di un "DOGE" di antica memoria.

Anche e soprattutto per questo il Decreto n°1585 del 1863 divenne di fatto permanente e definitivo, per cui i reclami, le petizioni, le buone ragioni degli abitanti civili, da tutti apparentemente condivise e ritenute meritevoli di benevole accoglimento, finivano sempre per perdersi negli oscuri meandri della burocrazia, all'interno degli uffici ministeriali.

   
   
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Nel lontano....
 
Testi di Gaetano Carducci
tutti gli articoli pubblicati sono tratti dal libro: "Le isole Tremiti, da colonia di confino a comune autonomo (1755-1964)
 
Gli abitanti della prima colonia (1792-1809)
 

La formazione delle prime famiglie

 
Le famiglie capostipite
 
Comincia il Regno d'Italia
 
La popolazione Tremitese ai tempi del Regno d'Italia
 
Relazione Elia (1880) - Affitto delle isole (1881)
 
La costituzione delle isole Tremiti in comune autonomo (1931-1932)
 
Verso nuovi orizzonti. L'amministrazione Avola (1948-1956)
 

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