www.lecinqueisole.it - I tremitesi
La storia delle Tremiti, raccontata nei testi del prof. Pio Fumo News dalle isole Tremiti. Come arrivare - orari traghetti, porti d'imbarco. Da non perdere - visita su San Nicola, giri dell'isola, noleggio gommoni, acqua taxi per le cale più belle. Informazioni su hotel, alberghi, camere e bed & breakfast alle isole Tremiti. Ristoranti, pizzerie, cucina tipica. Informazioni, link e numeri utili. home
Le prime colonie
Regolamentazione della riserva marina delle Tremiti Archivio del foglio informativo "Notizie dall'Arcipelago". Mappa delle Isole Tremiti Previsioni meteo della settimana Musica, pittura, arte in genere, alle Isole Tremiti Galleria fotografica tremitese, inviaci le tue foto e verranno pubblicate.
   
  La popolazione tremitese ai tempi del regno d'italia
   
 

La popolazione andava consolidando il suo aspetto di comunità laboriosa ed ordinata e si andavano delineando le varie posizioni differenziali tra i più intraprendenti, che emergevano, e quelli meno capaci, che rimanevano indietro, asserviti ai potenti.

La maggior parte degli uomini abili al lavoro si dedicarono alla pesca, ad eccezione appunto di altriche, pur essendo immischiati nell'esercizio della pesca, svolgevano anche attività commerciali. Pochi quelli che accettarono di trasferirsi a S.Domino, Capraia e S.Nicola per lavorare la terra.

Lampare inizio 900I negozianti - pescatori - industriali avevano praticamente monopolizzato il giro economico e finanziario locale; provvedevano alle forniture alimentari e di tutti i generi di più largo consumo, comprese le attrezzature per l'esercizio della pesca. La "Spesa" giornaliera veniva fatta col metodo della "credenza", che sta per vendita a credito. Il sistema teneva agganciato a sè intere famiglie, da padre in figlio, ed i fornitori erano al tempo stesso i loro datori di lavoro, dato che essi stessi erano gli "armatori" delle barche da pesca.

I registri della "credenza" erano particolari brogliacci infittiti di segni e cifre ingarbugliate e di difficile lettura per chi non fosse profondamente addentro alla materia o non fosse marginalmente addetto ai lavori. I conti non venivano mai chiusi. Di volta in volta davano le partite che, manco a dirlo, rimanevano sempre a debito del cliente. Ciò in quanto i conteggi erano legati alla contabilità delle campagne di pesca ed i versamenti da parte dei debitori erano semppre in "acconto" sul debito della spesa.

A quei tempi la pesca veniva esercitata con barche a vela di modeste dimensioni (sui 10-15 metri di lunghezza e 3 - 3 metri e mezzo di larghezza) e la perizia ed il coraggio dei pescatori tremitesi, conosciuti in tutte le marinerie del litorale Garganico - Abruzzo - Molisano, consentivano difficili e lunghe campagne di pesca a largo raggio tra la Pianosa, Pelagosa, verso le spiagge del prospiciente litorale e più frequentemente in mare aperto che, nel comune linguaggio marinaresco locale, si diceva "nguorff" (in golfo) e senza soste nemmeno nelle stagioni autunno - invernali.

Le rudimentali attrezzature dell'epoca consentivano ugualmente risultati soddisfacenti quando il mare non aveva ancora subito gli urti della pesca intensiva con i pescherecci e gli attrezzi sofisticati dei tempi moderni. tuttavia i pescatori vivevano di stenti benchè i sistemi della ripartizione degli utili fossero piuttosto equlibrati. Il bottino veniva ripartito in ragione di un terzo all'armatore che solitamente era il padrone sia della barca che degli attrezzi. Gli altri due terzi, detratte le spese, costituiva la parte spettante ai componenti della "Chiorma" (la ciurma) in seno alla quale c'era tutta una gerarchia da rispettare. I compensi erano maggiori a seconda dell'età, della capacità e della competanze e cioè una parte, una parte e mezza, mezza parte e c'era addirittura chi percepiva due parti. Ma quello che incideva più pesantemente sui proventi erano le le spese, specie quando si trattava di campagne fuori sede, e più particolarmente quando ad entrare tra gli aventi diritto alla cosiddetta "parte" erano i familiari dell'armatore o l'armatore stesso che, standosene comodamente a casa o al massimo affacciato sul "montone", si trovava incluso nel numero dei componenti della "chiorma".

Questi sistemi, purtroppo, vigevano fino a poco tempo addietro e per abolirli c'è voluta solo la completa dismissione della pesca intensiva, soppiantata radicalmente dal turismo che ha letteralmente rivoluzionato l'economia locale creando nuove attività remunerative. La pesca viene ora esercitata a livello personale dagli stessi albergatori che amano più proficuamente fornire il prodotto direttamente ai propri clienti.

Io stesso ricordo i commenti della sera al bar, quando non c'era la radio e la televisione era ancora da inventare; i fatti della giornata venivano puntualmente passati in rassegna e anche chi, come me, non vi aveva niente a che fare veniva messo al corrente dei "fasti" e "nefasti" del giorno.

Pescatore isolanoI conti non tornavano mai a nessuno, eccetto gli armatori. C'era molto di vero in quello che si raccontava, ma c'era anche molta fantasia da parte di quei simpatici pallonari, specialisti in fatto di coloristica inventiva.

Di vero c'è che, specie in occasione di grosse retate di palamidi o di ricciole, percepivano la "parte" l'armatore, che se ne stava sul "montone" a godersi lo spettacolo del rientro a terra delle barche stracariche, il figlio dell'armatore, che aveva avvistato dagli spalti dell'isola il branco dei pesci, la figlia dell'armatore che aveva svegliato il papà, che faceva il pisolino pomeridiano, perchè andassu sul "montone" a vedere le operazioni terminali dell'impresa.

La spartizione dei proventi si faceva sempre ed unicamente presso il domicilio dell'armatore e finiva puntualmente in animate discussioni durante i quali i "che c...." e i "vaff...." piovevano da tutte le parti. Ma tutto poi finiva in allegre risate, senza rancori e pronti a riprendere il mare per nuove clamorose avventure,

Anche in questo i Tremitesi che io conosco rispecchiano l'animo generoso e lo spirito cameratesco che è proprio della gente di mare,

   
   
  Torna alla home
   
   
 
 
Nel lontano....
 
Testi di Gaetano Carducci
tutti gli articoli pubblicati sono tratti dal libro: "Le isole Tremiti, da colonia di confino a comune autonomo (1755-1964)
 
Gli abitanti della prima colonia (1792-1809)
 

La formazione delle prime famiglie

 
Le famiglie capostipite
 
Comincia il Regno d'Italia
 
La popolazione Tremitese ai tempi del Regno d'Italia
 
Relazione Elia (1880) - Affitto delle isole (1881)
 
La costituzione delle isole Tremiti in comune autonomo (1931-1932)
 
Verso nuovi orizzonti. L'amministrazione Avola (1948-1956)
 

Torna alla home-page

 
Associazione le cinque isole ---- Pubblicità ---- Archivio giornale ---- contattaci
 
www.lecinqueisole.it è il sito dell'associazione culturale "Le cinque isole"
 

Tutte i disegni sono dell'artista Nicola Di Pardo

© 2007 www.lecinqueisole.it - tutti i diritti sono riservati
 
Le Cinque Isole